NEWS: SCOPERTO L''INTERRUTTORE GENETICO' DELLA SVEGLIA MATTUTINA | 30.09.2011

 New York, 30 set. - Un team di ricercatori del Salk Institute for Biological Studies ha identificato un gene responsabile dell'avvio dell'orologio biologico dal suo stato di riposo. La scoperta di questo nuovo gene e del meccanismo responsabile dell'avvio del ciclo diurno potrebbe aiutare a spiegare le basi genetiche di malattie come l'insonnia o l'invecchiamento cronico e quindi condurre alla messa a punto di nuove strategie terapeutiche. "Il corpo e' essenzialmente una collezione di orologi", ha detto Satchindananda Panda, docente del Salk's Regulatory Biology Laboratory, che ha condotto la ricerca insieme al collega Luciano Di Tacchio. "Gia' conoscevamo quale fosse il meccanismo che ci induce a rilassare il nostro metabolismo nel corso della notte, ma non sapevamo ancora cosa lo riattiva al mattino. Ora che lo abbiamo scoperto, possiamo esplorare piu' a fondo eventuali malfunzionamenti dei nostri orologi biologici, frequenti soprattutto nei piu' anziani". I ricercatori del Salk e alcuni loro collaboratori della McGill University e dell'Albert Einstein College of Medicine hanno descritto, in un articolo pubblicato su Science, il funzionamento del gene KDM5A, il quale codifica per una proteina, JARID1a, che funge da interruttore di attivazione del circuito biochimico che dirige il nostro ritmo circadiano. La scoperta del ruolo di questo gene riempie un anello mancante nei meccanismi molecolari che controllano il nostro quotidiano ciclo sonno-veglia. Attraverso lo studio dei meccanismi genetici alla base dei ritmi circadiani nelle cellule umane, nel topo e nei moscerini della frutta, i ricercatori hanno scoperto che JARID1a era necessaria per avviare il ciclo metabolico normale, sia a livello cellulare sia in termini di comportamento quotidiano dell'organismo. Ora che gli scienziati hanno capito 'perche' ci svegliamo' ogni giorno, possono esplorare il ruolo di JARID1a in disturbi del sonno e in diverse malattie croniche, utilizzandolo potenzialmente come bersaglio per lo sviluppo di nuovi farmaci. "Ora che abbiamo identificato JARID1a come fattore chiave nell'attivazione del nostro ciclo diurno, abbiamo una nuova strada da esplorare nella comprensione di molti aspetti sinora sconosciuti nelle persone con problemi nei ritmi circadiani e possiamo magari trovare nuovi modi per aiutarli", ha concluso Panda.
Fonte: AGI Salute

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